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Anteprime e Recensioni Cinematografiche, tutto quello che c'è da sapere su Festival Internazionali del Cinema e quanto di nuovo succede intorno alla Settima Arte, a cura di Luigi Noera.


giovedì 25 agosto 2016

Annullata la cena di gala per l'apertura della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Venezia, 25 agosto 2016 - Annullati la tradizionale cena e il ricevimento previsti per il prossimo 31 agosto
La Biennale di Venezia comunica che sono state annullate cena di gala e il ricevimento sulla spiaggia che tradizionalmente tengono seguito alla cerimonia di apertura della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, prevista per il 31 agosto prossimo venturo.
La Biennale di Venezia partecipa al lutto, esprime profondo cordoglio per le vittime, nonché viva solidarietà e vicinanza alle comunità duramente colpite dal sisma.

martedì 23 agosto 2016

Speciale 69FF Locarno: Il vento che soffia dall’Est conquista il Festival che va a Salonicco

copyright © Festival del film Locarno
Si è chiusa la 69ma edizione del Festival del film Locarno, la quarta edizione all’insegna della direzione artistica curata da Carlo Chatrian, che ha assegnato il Pardo d’oro al film Godless della regista  bulgara Ralitza Petrova. La serata conclusiva di Piazza Grande ha visto protagonisti i tanti cineasti dell’Est europeo che sono premiati. Dopo è seguita la proiezione dello spettacolare film di chiusura Mohenjo Daro con la grandiosa messa in scena di Ashutosh
Gowarike.
Ma ecco i film premiati dei quali abbiamo avuto il piacere di parlarvi e la fortuna di averli visti durante la breve incursione nella ridente cittadina svizzera che si affaccia sul lago di Como.
Come già detto il Pardo d’oro è andato a GODLESS della giovanissima regista bulgara Ralitza Petrova. Sebbene nella
presentazione ufficiale si avvisava che il film conteneva delle scene che possono urtare la sensibilità di alcuni spettatori, la pellicola ha convinto Arturo Ripstein e gli altri componenti la giuria. Infatti anche alla protagonista del film IRENA IVANOVA è stato assegnato il Pardo per la miglior interpretazione femminile. La domanda esistenziale che si pone la giovane Petrova sul bene e sul male è universale. Il Pardo per la miglior interpretazione maschile è andato a ANDRZEJ SEWERYN che interpreta il celebre pittore surrealista polacco Zdzislaw Beksinski nel bioptic OSTATNIA RODZINA (The Last Family) del polacco Jan P. Matuszyński. Sebbene fosse anche meritevole la notevole interpretazione di Stefan Denolyubov nei panni di Tsanko Petrov protagonista dell’altro film bulgaro Slava. A questo è andata la menzione speciale della Giuria FICC/IFFS la quale ha premiato il poetico INIMI CICATRIZATE del rumeno Radu Jude. Quest'ultimo ha ricevuto meritatamente anche il Premio speciale della giuria del Concorso Internazionale.

Infine il Pardo per la miglior regia è andato al regista portoghese JOÃO PEDRO RODRIGUES per O ORNITÓLOGO. In questo caso hanno contato le affinità con il messicano Ripstein. Con sommo piacere la Menzione speciale della giuria è andata al film MISTER UNIVERSO di Tizza Covi e Rainer
Frimmel. Lo stesso ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria ecumenica, il Premio FIPRESCI, il Premio Europa Cinemas Label ed uno dei Premi della Giuria dei giovani.
Anche nel Concorso Cineasti del presente il Premio speciale della giuria è andato ad un’italiano: il regista Yuri Ancarani con il doc THE CHALLENGE.
Nel Concorso internazionale Pardi di domani premiato un altro italiano con il Premio Film und Video Untertitelung che è andato a VALPARAISO di Carlo Sironi.
Il pubblico, protagonista della kermesse che con passione ha
affollato le serate in Piazza Grande ha assegnato il Prix du Public UBS incoronando il vincitore di Cannes I, DANIEL BLAKE di Ken Loach, mentre il premio Variety Piazza Grande Award è andato al thriller MOKA del regista francese Frédéric Mermoud.
Invece il Pardo d’oro Cineasti del presente – Premio Nescens è andato all’argentino Eduardo Williams  con l’allegorico e controverso EL AUGE DEL HUMANO, insieme alla menzione speciale della giuria Swatch First Feature Award.
Infine un accenno alla sezione autonoma della 27ma Semaine de la Critique sezione indipendente del Festival di Locarno organizzata dall'Associazione Svizzera dei Giornalisti Cinematografici con i due documentari vincitori. Komunia della regista polacca Anna Zamecka, e
Cahier africain della coraggiosa regista svizzera Heidi Specogna che svela gli orrori subiti da ragazze e uomini del Centrafrica per mano dei mercenari congolesi durante il conflitto armato del 2008. Purtroppo la storia si ripete anche durante le riprese del documentario.
I numeri della kermesse ticinese sono le 279 pellicole in 11 giorni, 16 sotto il cielo di Piazza Grande e 17 in Concorso internazionale. Tra i grandi ospiti di quest’anno indimenticabili il saluto alla Piazza di Mario Adorf e di Stefania Sandrelli, le conversazioni con il pubblico di Harvey Keitel, Roger Corman, David Linde e Alejando Jodorowsky e la masterclass di Howard Shore; la passione rivoluzionaria di Ken Loach e ancora il ricordo di Cimino di Isabelle Huppert e del figlio Ahmad al padre Abbas Kiarostami, la generosità di Jane Birkin e la simpatia contagiosa di Bill Pullman. Citiamo la soddisfazione diCarlo Chatrian, Direttore artistico: ”L’edizione che si sta concludendo, la sessantanovesima, conteneva alcune scommesse. Da una programmazione della Piazza più libera di accogliere proposte non scontate alle competizioni che hanno privilegiato registi giovani. La risposta positiva di pubblico e stampa è per noi un incoraggiamento a proseguire il percorso intrapreso. Vogliamo che Locarno sia, come è stato in questi entusiasmanti undici giorni, un luogo in cui proiettare film che mettono al centro l’uomo in tutte le sue sfaccettature, film che fanno discutere ed emozionare; e allo stesso tempo, il luogo di incontro tra grandi artisti, capaci di consegnare messaggi dal forte valore, e un pubblico attento e caloroso. Un pubblico capace di accogliere con lo stesso affetto il grande Harvey Keitel e un suo collega bhutanese, meno noto, ma in grado di far vibrare le 8000 sedie al ritmo della sua voce”.
Annunciate pure le date del 70mo Festival del film Locarno che si terrà dal 2 al 12 agosto 2017. Un francobollo speciale verrà emesso per il 70esimo anniversario del Festival. Marco Solari, Presidente del Festival a così commentato: “Sono grato a Adriano P. Vassalli vicepresidente del Consiglio di amministrazione de La Posta e a Susanne Ruoff, direttrice generale de La Posta, per aver proposto, quello che per noi è un inaspettato regalo per il 70.esimo del Festival”.
Per quanto ci riguarda il gradimento sui film che abbiamo avuto modo di vedere nel fine settimana esso è rivolto ai cineasti provenienti da quello che era una volta l’Est europeo a dimostrazione ancora una volta del fermento culturale post comunista in atto in quei paesi. Si pone al primo posto INIMI
CICATRIZATE del rumeno Radu Jude, già noto a Berlino con Aferim. Sebbene superi di mezzora i fatidici 120 min e tratti l’argomento ostico della sofferenza, lo spettatore esce dalla sala con un punto di vista rinnovato appunto dalla sofferenza del giovanissimo protagonista. La vita vissuta in un sanatorio di incurabili riproduce un microcosmo di caratteri umani e nonostante tutto la forza dell’amore è trainante. Da un lato la disperazione dei ricoverati, dall’altro la complicità degli inservienti e infermieri che alleviano la sofferenza dei primi con la loro umanità. Lo sforzo registico riesce a portare sul grande schermo un lavoro autobiografico di Max Blecher consunto dalla malattia a solo 29 anni, dei quali gli ultimi dieci passate nella sofferenza. Un aiuto lo da lo stesso giovane autore con le sue riflessioni sui valori futili della vita terrena.
L’altro film degno di premio è Ostania Rodzina del polacco Jan P. Matuszynski. Pure questo è un film biografico sul celebre pittore surrealista polacco Zdzislaw Beksinski, vissuto a cavallo del periodo del regime comunista, e della sua famiglia. Con maniacale freddezza Beksinski immortala con la videocamera i momenti salienti e cruciali della propria famiglia a cui sopravvive dopo la fine del regime. Il finale non è scontato e rivela un certo rimpianto del regista verso la società comunista ed i valori di una famiglia sorretta dal genere femminile rappresentato dalla moglie Zonja. Spassoso il rapporto con lo stravagante figlio e i vari omaggi alla
cinematografia mondiale dell’epoca. Il terzetto di film è completato dall'ironico Slava (Glory) del duo registico bulgaro composto da Kristina Grozeva e Petar Valchanov alla loro seconda prova registica, scoperti dal Festival di Locarno. La burocrazia corrotta ed autoreferenziale contro l’ultimo degli ultimi cittadini. La storia ha un finale inaspettato e ben congegnato.
Detto questo Arrivederci alla 70ma edizione ad agosto 2017!
Ma prima di quella data si avrà un proseguimento del Festival del film Locarno al Thessaloniki International Film Festival grazie alla cooperazione e partecipazione di entrambi alla prima edizione dell’Industry Academy in Europe & Mediterraneo sud-orientale che si svolgerà a Salonicco dal 7 all’11 Novembre  2016 in concomitanza appunto del  57mo Thessaloniki International Film Festival che si terrà dal  4 al- 13 novembre.
L’annuncio dato dal Festival del film di Locarno e dal Thessaloniki International Film Festival con il lancio di una nuova iniziativa congiunta nei paesi dell'Europa sud-orientale. Dopo aver completato edizioni di successo in Messico, Brasile e New York, Locarno prevede di estendere l'iniziativa a Salonicco, con una edizione pilota. I partecipanti all’Industry Academy di Salonicco seguiranno un workshop durante il quale potranno interagire, condividere esperienze, film, incontri con i principali attori internazionali per discussioni, presentazioni di casi di studio e lavori di gruppo. Avranno inoltre l'opportunità di partecipare ad alcune attività del Thessaloniki International Film Festival e l'Agorà / Industria, tra gli eventi di networking con i principali attori. Il Direttore Generale del TIFF, Élise Jalladeau ha così commentato: "Siamo molto felici di inaugurare questa nuova partnership tra il Festival del film Locarno e il Thessaloniki International Film Festival. L’Industry International Academy sarà una grande opportunità che andrà a beneficio della nostra regione in termini di nuovi talenti acquisendo nuovi strumenti in materia di distribuzione, vendita e formazione, mentre sarà anche una valida piattaforma per nuove collaborazioni, scambio di idee e opportunità di networking ". Sono stati ammessi Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Egitto, Macedonia, Grecia, Ungheria, Israele, Giordania, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Palestina, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Siria, Tunisia, Turchia.


mercoledì 10 agosto 2016

Speciale 69FF Locarno: il vento che soffia dall’Est mette un’ipoteca sui Pardi. Intanto assegnati i premi ai nuovi talenti

copyright © Festival del film Locarno
Già dalla presentazione dei film selezionati per il Concorso Internazionale l’attesa era grande, e nel fine settimana abbiamo avuto modo di vedere, tra gli altri,  una terna di possibili vincitori tutti provenienti da quello che era una volta l’Est europeo. A dimostrazione ancora una volta del fermento culturale post comunista in atto in quei paesi. In ordine di gradimento si pone al primo posto INIMI CICATRIZATE del rumeno Radu Jude, ben noto con Aferim.
Sebbene superi di mezzora i fatidici 120 min e tratti l’argomento ostico della sofferenza, lo spettatore esce dalla sala con un punto di vista rinnovato appunto dalla sofferenza del giovanissimo protagonista. La vita vissuta in un sanatorio di incurabili riproduce un microcosmo di caratteri umani e nonostante tutto la forza dell’amore è trainante. Da un lato la disperazione dei ricoverati, dall’altro la complicità degli inservienti e infermieri che alleviano la sofferenza dei primi con la loro umanità. Lo sforzo registico riesce a portare sul grande schermo un lavoro autobiografico di Max Blecher consunto dalla malattia a solo 29 anni, dei quali gli ultimi dieci passate nella sofferenza. Un aiuto lo da lo stesso giovane autore con le sue riflessioni sui valori futili della vita terrena. Credo che per questo meriti anche il premio della giuria Ecumenica. L’altro film degno
di premio è Ostania Rodina del polacco Jan P. Matuszynski. Pure questo è un film biografico sul celebre pittore surrealista polacco Zdzislaw Beksinski, vissuto a cavallo del periodo del regime comunista, e della sua famiglia. Con maniacale freddezza Beksinski immortala con la videocamera i momenti salienti e cruciali della propria famiglia a cui sopravvive dopo la fine del regime. Il finale non è scontato e rivela un certo rimpianto del regista verso la società comunista ed i valori di una famiglia sorretta dal genere femminile rappresentato dalla moglie Zonja. Spassoso il rapporto con lo stravagante figlio e i vari omaggi alla cinematografia mondiale dell’epoca. Il terzetto di film è completato dall'ironico Slava (Glory) del duo registico
bulgaro composto da Kristina Grozeva e Petar Valchanov alla loro seconda prova registica. La burocrazia corrotta ed autoreferenziale contro l’ultimo degli ultimi cittadini. La storia ha un finale inaspettato e ben congegnato. Notevole la interpretazione di Stefan Denolyubov nei panni di Tsanko Petrov che merita il premio. Abbiamo visto anche il film francese La Prunelle
de mes yeux di Axelle Ropert con la bravissima giovane attrice Melanié Bernier nel ruolo della radical chic cieca. La commedia francese degli equivoci si destreggia nei rapporti amorosi appunto fra una francese cieca e uno squattrinato artista greco a voler sottolineare l’universalità dei sentimenti che attraggono due persone ad amarsi, a detestarsi, insomma ad interagire. Ci ha deluso invece l’argentino Matías Piñeiro con HERMIA & HELENA. Il regista, sebbene non sia all’esordio, ha costruito un film altalenante su una gioventù globalizzata che si trasferisce da una parte all’altra del mondo e non riesce a mettere radici. Purtroppo anche gli attori giovanissimi non hanno contribuito alla riuscita dell’opera.
Nella splendida cornice della Piazza Grande dopo che la coccolatissima
Stefania Sandrelli ha ricevuto il Premio alla carriera, è stato proiettato in anteprima mondiale il seguito di Jason Bourne in una versione adrenalinica. Matt Demon tiene testa a tutti e per due ore sfugge miracolosamente ai trabocchetti tesi dalla CIA.
Sempre in Piazza Grande è passato l’esordio di Emmanuel Courcol con CESSEZ-LE-FEU. Un film di maniera e ben confezionato che ci ricorda dal punto di vista di tre fratelli arruolati nell’esercito francese gli orrori e la catastrofe della Prima Guerra Mondiale.
Ma nella suggestiva cornice di Piazza Grande debbono ancora essere proiettati due film presentati a Cannes. Il primo I, Daniel Blake di Ken Loach Palma d’Oro. Il secondo presentato alla Quinzaine des réalisateurs: Poesia sin fin di Alejandro Jodorowsky che riceverà il Pardo d’onore Swissscom la sera di venerdì prossimo.
Delle altre sezioni abbiamo assistito al lento MAÑANA A ESTA HORA della regista colombiana Lina Rodríguez (Cineasti del presente), ad ASCENT (selezione Sign of Life) della danese Fiona Tan che ha racchiuso in 80’ migliaia di meravigliosi scatti fotografici del Monte Fujj. Come sottolineato dalla stessa regista il film non si sarebbe
potuto fare senza il contributo delle musiche di Leo Anemaet.
Fuori Concorso ci è piaciuta la lunga chiaccherata con lo scrittore, drammaturgo e attivista politico austriaco degli anni '60 Peter Handke e la regista Corinna Belz autrice appunto del doc Peter Handke - In the Woods, Might Be Late.
Bello anche nella selezione Panorama Suisse il surrealistico film Aloys di Tobias Nölle , vincitore del Premio FIPRESCI all'ultima Berlinale nella selezione Panorama, che dimostra la freschezza del cinema svizzero.
Infine un accenno alla sezione autonoma della 27ma Semaine de la Critique con due documentari. Il primo un doc autobiografico Bezness as Usual del regista olandese Alex Pitstra alle
prese con il proprio meticciato culturale tra un padre tunisino e la madre olandese. Soggetto attuale nello scontro Occidente Oriente. Il secondo Cahier africain della coraggiosa regista svizzera Heidi Specogna che svela gli orrori subiti da ragazze e uomini del Centrafrica per mano dei mercenari congolesi
durante il conflitto armato del 2008. Purtroppo la storia si ripete anche durante le riprese del documentario.
Abbiamo avuto pure il piacere di assistere alla conversazione tra l’amatissima attrice Stefania Sandrelli con Steve Della Casa, accolti calorosamente nello spazio Forum dal Direttore artistico del Festival Carlo Chatrian. L’attrice ha parlato di se e del rapporto con i tanti registi dai quali è stata diretta a partire da Germi e Bellocchio, ma anche dei tanti attori con i quali ha recitato ed in particolar modo con Marcello Mastroianni.
Attualmente l’attrice, insieme alla figlia Amanda, sta proseguendo una tournée
teatrale con la commedia spagnola “Il bagno“. La regia dello spettacolo, che mette a nudo l’amicizia di cinque donne nel momento e nel luogo più inaspettati, è del giovane Gabriele Olivares. Per chi ne avesse voglia può ascoltare la viva voce dell’attrice al seguente link: Raccontar di Cinema su Facebook
Intanto questa mattina sono stati annunciati i vincitori di Open Doors dedicati a otto paesi dell’Asia meridionale: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Maldive, Myanmar, Nepal, Pakistan e Sri Lanka.
La piattaforma di coproduzione internazionale Open Doors Hub (4 – 9 agosto) s’inserisce nella nuova formula di Open Doors, articolata su tre dimensioni: l’Open Doors Hub, ma anche il laboratorio per nuovi talenti di produzione, l’Open Doors Lab, e le proiezioni pubbliche, gli Open Doors Screenings.
L’Open Doors Hub mira a mettere in contatto i registi/produttori di progetti provenienti dagli otto paesi con dei potenziali partner al fine di incoraggiare collaborazioni e finanziamenti internazionali.
La giuria Open Doors ha deciso di assegnare i seguenti premi ad alcuni di questi progetti al fine di sostenerne la produzione o lo sviluppo:
Production Grant (30'000 CHF) a DAY AFTER TOMORROW di Kamar Ahmad Simon, Bangladesh
Production Grant (20'000 CHF) a THE RED PHALLUS di Tashi Gyeltshen, Bhutan
Premio CNC (8'000 Euro) a SEASON OF DRAGONFLIES (JHYALINCHA) di Abinash Bikram Shah, Nepal
Premio ARTE International Open Doors (6'000 Euro) sempre a DAY AFTER TOMORROW.
Con questo oggi volge al termine anche il programma dell’Open Doors Lab, dopo cinque giorni di attività per otto produttori emergenti del Bangladesh, Bhoutan, Myanmar e Nepal. Il programma degli Open Doors Screenings, che presenta una selezione di 21 film del Bangladesh, Bhoutan, Nepal e Myanmar, si protrarrà invece fino alla fine del Festival.
Sempre nel campo della promozione di giovani talenti sono stati attribuiti i premi della sesta edizione di First Look – dove erano in lizza sei film polacchi. La giuria di First Look 2016, che comprende Kerem Ayan (Istanbul International Film Festival), Cameron Bailey (Toronto International Film Festival) e Bero Beyer (International Film Festival Rotterdam) ha assegnato i primi premi look a BIRDS ARE SINGING IN KIGALI di Joanna Kos-Krauze e Krzysztof Krauze consistente un premio del valore di 65'000 euro in servizi di post-produzione messi a disposizione da Cinelab Bucarest, e a ZGODA di Maciej Sobieszczanski un premio di 5.500 euro in pubblicità, offerto da Le Film Français.
Detto questo ci preme sottolineare che l’impressione ricevuta da questa
brevissima incursione ad un Festival che compirà il suo 70esimo il prossimo anno è la sinergia positiva degli organizzatori tramandata da tante generazioni. Non ci resta che attendere il verdetto della Giuria il prossimo fine settimana con un grande in bocca a lupo per Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel.

lunedì 1 agosto 2016

Speciale 69FF Locarno: a due giorni dall’inizio dopo Bud Spencer è la volta della serie TV GOTTHARD

copyright © Festival del film Locarno
Ieri un primo assaggio di festival con la proiezione del film che incoronò il duo Terence Hill e Bud Spencer nel nuovo genere. Domani invece lo sguardo in prima mondiale della fortunata coproduzione tra Svizzera, Germania e Repubblica Ceca dal titolo GOTTHARD. Ma veniamo alle novità di quest’anno che sono sintetizzate così dal Direttore artistico Carlo Chatrian: “Dedico a Michael Cimino e Abbas Kiarostami quest’edizione. Non solo come ringraziamento per le emozioni che hanno regalato al pubblico del Festival, ma anche perché rappresentano quel cinema che a Locarno è di casa. Cinema che legge la realtà e la trasfigura, cinema che non ha paura di pensarsi grande anche quando affronta storie che “piccole” non sono mai, cinema che usa tutta la scala di tonalità, dal campo largo al primissimo piano. Cinema che arriva come un soffio di vento e ti porta via con sé”. In omaggio a Abbas Kiarostami viene presentato postumo il suo laboratorio a Cuba: 7 cortometraggi che dialogano con l’ultimo lavoro realizzato dal grande regista da poco scomparso. Nel concorso internazionale sono presenti registi che vengono dall’Egitto, dalla Tailandia, dalla Bulgaria e dal Portogallo, dall’Argentina e dagli Stati Uniti con la medesima caratteristica che i loro protagonisti sono tutti in movimento. Come spinti da un vento che alita dentro di loro, si muovono da un capo all’altro di un continente come nella geniale “rivisitazione shakesperiana” proposta da Piñeiro, o senza requie tra le pieghe di una città come Marija nell’omonimo film. Si muovono, loro malgrado, nel tempo, come accade all’ornitologo di João Pedro Rodrigues o alla madre descritta da Milagros Mumenthaler. Si muovono anche quando il film è racchiuso in un luogo: è il caso delle splendide carrellate che assecondano i percorsi di seduzione disegnati da Yousry Nasrallah. E quando sono immobilizzati in un ospedale è il letto con il suo occupante a muoversi come in Scarred Hearts. E si domanda Il Direttore artistico: “Che cosa racconta quest’irrequietezza? Forse il desiderio di vedere le cose e le persone da un altro punto di vista, la sensazione che un movimento è necessario quando il presente non si accorda ai nostri desideri. Quindi sono film erranti quelli scelti per l’edizione 69, film che ricercano il proprio soggetto andando a scandagliare il passato come accade nell’affascinante ritratto proposto da Anocha Suwichakornpong”. Lo stesso accade nel programma della Piazza Grande e delle altre sezioni. Film
che indagano l’attualità, come ad esempio il percorso di radicalizzazione islamica in Le ciel attendra oppure la Storia nelle sue tracce più note sull’esilio in America latina di Stefan Zweig in Von der Morgenröte o in quelle destinate all’oblio come la scomparsa di un poeta indonesiano sotto il regime di Suharto in Solo, Solitude. La Piazza Grande oltre ai due prefestival prevede 16 titoli. di cui due dedicati alla storia del cinema. Vi figurano attesi blockbuster e film d’autore, opere prime e altre di registi affermati. C’è anche il ritorno di Ken Loach Palma d’oro 2016 e la grandiosa messa in scena concepita da
Ashutosh Gowariker nel suo Mohenjo Daro, film che chiuderà la 69 edizione.
Il Concorso internazionale comprende 17 opere, tutte in prima mondiale. Di queste ben otto vedono la presenza di registe dietro la macchina da presa, se non siamo alla parità, poco ci manca. Ci sono poi artisti più volte invitati e cari al festival come João Pedro Rodrigues, Tizza Covi e Rainer Frimmel, Matías Piñeiro, Yousry Nasrallah e giovani registi che sono stati lanciati dal Festival di Locarno come Mumenthaler e Tomita, ma anche altri autori di cui il Festival ha seguito con attenzione il percorso come Ropert, Jude, Schanelec, Azevedo Gomes e altri scoperti nel corso della selezione come Matuszyńsk, Kristina Grozeva e Petar Valchanov, Koch, Petrova, Suwichakornpong.
La sezione Fuori concorso accoglie film che si pongono ognuno come un piccolo evento. Lo sono a vario titolo l’opera prima italiana L’amatore – ritratto di un architetto milanese del ventennio fascista attraverso i suoi archivi privati e grande narrazione orchestrata dalla penna di Antonio Scurati - il toccante documentario di Valeria Bruni Tedeschi e Yann Coridian Une jeune fille de 90 ans, o lo straziante film testimonianza, La natura delle cose.
Ma passiamo alla composizione della giuria del Concorso internazionale con Presidente il regista messicano Arturo Ripstein, assistito da Kate Moran, attrice (Francia/Stati Uniti), Rafi Pitts, regista (Iran), Rodrigo Teixeira, produttore (Brasile) e WANG Bing, regista (Cina). Invece la giuria del Concorso Cineasti del presente è presieduta da Dario
Argento, coadiuvato dalla attrice greca Angeliki Papoulia, Antonin Peretjatko, regista (Francia), Cornelia Seitler, produttrice (Svizzera) e da Sean Price Williams, direttore della fotografia (Stati Uniti).
La sezione Pardi di domani ha come presidente di giuria il regista tedesco Edgar Reitz, e come
membri l’attrice spagnola Marian Álvarez, Julie Corman, produttrice (Stati Uniti), Shahrbanoo Sadat, regista (Afghanistan) e il regista svizzero Nicolas Steiner.
Infine la giuria First Feature è composta da Jonathan Romney, critico (Regno Unito), Ryan Werner, programmatore e film marketer (Stati Uniti) e Chus Martínez, curatrice (Spagna).
Quest’anno il Pardo d’onore Swisscom è andato a Alejandro Jodorowsky del quale verrà proiettata una nutrita rassegna tra cui LA DANZA DE LA REALIDAD del 2013, LA MONTAÑA SAGRADA del 1973, il nuovo film POESÍA SIN FIN di quest’anno e SANTA SANGRE ddel 1989.
Con la Retrospettiva dedicata al cinema della giovane Repubblica Federale Tedesca del dopoguerra il Festival del film Locarno torna a volgere il suo sguardo verso una cinematografia vicina. Il programma si pone il compito di portare a nuova luce una produzione cinematografica di grande interesse, tanto per i suoi aspetti culturali e le sue modalità produttive quanto per i valori delle singole opere.
L’attrice e cantante franco-britannica Jane Birkin voce, volto ed eleganza
trasgressiva degli anni sessanta, sarà protagonista della 69a edizione del Festival del film Locarno su quella Piazza che nove anni fa (2007) omaggiò Michelangelo Antonioni, uno dei maestri con cui ha lavorato, ricevendo il premio alla carriera. Così ha commentato Carlo Chatrian, Direttore artistico del Festival: “Sono molto contento di premiare la carriera straordinaria di un’attrice come Jane Birkin, che ha attraversato la storia del cinema moderno con una traiettoria che non ha eguali. Capace di incendiare i fotogrammi con la sua presenza, di declinare il termine seduzione in un senso originale, di essere alla moda pur essendo a lato delle mode, Jane Birkin ha dato vita a personaggi che restano impressi per quella singolare nota di innocenza perduta che sempre vibra in lei”.
Infine Locarno renderà omaggio all’amatissima attrice italiana Stefania Sandrelli che proprio quest’anno ha festeggiato i 55 anni di carriera e le sue “70 volte primavera”. A lei sarà consegnato in Piazza Grande, venerdì 5 agosto, il Leopard Club Award 2016.
A latere si terrà la 27. Edizione della Semaine de la critique – sezione indipendente del Festival di Locarno. Dal 1990 è organizzata dall'Associazione Svizzera dei Giornalisti Cinematografici e presenta 7 documentari molto particolari realizzati nel 2016:
Bezness As Usual – Alex Pitstra – prima internazionale Paesi Bassi / Tunisia
Sea Tomorrow – Katerina Suvorova – prima mondiale Kazakhstan / Germania
Cahier africain – Heidi Specogna – prima mondiale Svizzera / Germania
Monk of the Sea – Rafał Skalski – prima internazionale Polonia
El Remolino – Laura Herrero Garvín – prima internazionale Messico
Secondo Me – Pavel Cuzuioc – prima mondiale Austria
Komunia – Anna Zamecka – prima mondiale Polonia.
Aspettiamo quindi l'inaugurazione con la proiezione di The Girl With All The Gifts in Piazza Grande il 3 agosto. Film decisamente per stomachi forti.
copyright © Festival del film Locarno


martedì 26 luglio 2016

Speciale 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: in attesa che il Direttore Artistico Alberto Barbera sveli il programma, ecco le ultime anticipazioni

Tra qualche giorno con la presentazione dei film in concorso ne sapremo di più. Intanto le ultime notizie da Venezia. Iniziamo dalle Giurie.

Il regista francese Robert Guédiguian e l’attore e regista italiano Kim Rossi Stuart  sono state scelti come Presidenti rispettivamente per la sezione Orizzonti e per il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro. Mentre Presidente della Giuria del Concorso Venezia 73 – come già annunciato – è il regista Sam Mendes.
Il regista Robert Guédiguian può essere considerato il moderno cantore di
Marsiglia, la città dove è nato e vissuto e dove si svolge anche La ville est tranquille, presentato a Venezia nel 2000. La filmografia di Guédiguian è una sorta di epopea della sua città, con storie ambientate nel microcosmo del quartiere natio, privilegiando vicende di gente comune.
Attore tra i più importanti del cinema italiano, Kim Rossi Stuart è stato più volte
protagonista alla Mostra di Venezia con alcune delle sue più note interpretazioni, tra cui Le chiavi di casa (2004) di Gianni Amelio e Vallanzasca (2010) di Michele Placido. Per Anche libero va bene (2006), esordio dietro la macchina da presa, Rossi Stuart è stato premiato con il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior nuovo regista.
La Giuria internazionale della sezione Orizzonti presieduta da Robert Guédiguian, composta da un massimo di 7 personalità, assegnerà - senza possibilità di ex-aequo - i seguenti riconoscimenti: Premio Orizzonti per il miglior film; Premio Orizzonti per la migliore regia; Premio Speciale della Giuria Orizzonti; Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile; Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura; Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro presieduta da Kim Rossi Stuart, composta da un massimo di 5 personalità tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex-aequo un premio di 100.000 dollari messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore, fra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele).
Quest’anno i Leoni d’oro alla carriera sono stati attribuiti all’attore francese Jean-Paul Belmondo e al regista polacco Jerzy Skolimowski. La
decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera. A partire da quest’anno, il Cda ha deciso l’attribuzione di due Leoni d’Oro alla carriera in ciascuna delle edizioni future della Mostra: il primo assegnato a registi o appartenenti al mondo della realizzazione; il secondo a un attore o un’attrice ovvero a personaggi appartenenti al mondo dell’interpretazione. Anche se non hanno bisogno di presentazione ricordiamo che Jean-Paul Belmondo, icona del cinema francese e internazionale, ha saputo interpretare al meglio l'afflato di modernità tipico della Nouvelle Vague attraverso gli straniati personaggi. Belmondo ha imposto la figura di un antieroe provocatorio e seducente, molto diverso dagli stereotipi hollywoodiani. La sua recitazione estroversa gli ha consentito poi di interpretare alcuni dei migliori gangster del cinema poliziesco francese. “Un volto affascinante, una simpatia irresistibile, una straordinaria versatilità – ha dichiarato il Direttore Alberto Barbera nella motivazione - che gli ha consentito di interpretare di volta in volta ruoli drammatici, avventurosi e persino comici, e che hanno fatto di lui una star universalmente apprezzata, sia dagli autori impegnati che dal cinema di semplice intrattenimento”.
Mentre “Jerzy Skolimowski – parla lo stesso Alberto Barbera nella
motivazione – è tra i cineasti più rappresentativi di quel cinema moderno nato in seno alle nouvelles vague degli anni Sessanta e, insieme con Roman Polanski, il regista che ha maggiormente contribuito al rinnovamento del cinema polacco del periodo”.
Ma c’è dell’altro per la Mostra che dedica al grande regista Luigi Comencini (1916 – 2007) in occasione del centenario della nascita, la serata di Pre-apertura di martedì 30 agosto che si terrà nella Sala Darsena al Lido sarà proiettato, in un restauro digitale a cura di Filmauro e CSC - Cineteca Nazionale di Roma, il capolavoro di Comencini Tutti a casa  premiato all’epoca con due David di Donatello e un Nastro d’argento. Tutti a casa di Luigi Comencini è uno tra i più celebri e riusciti
esempi di ciò che ha reso immortale la commedia all’italiana: l’impasto di comico e drammatico, di vero e grottesco, di coraggio e voglia di sopravvivere. Comencini, con la complicità autobiografica dei due grandi sceneggiatori Age e Scarpelli e con le amare risate provocate da un grandissimo Alberto Sordi, racconta tutto il caos dell’8 settembre 1943, quando con l’armistizio di Badoglio i soldati del re e del duce furono abbandonati a se stessi, tra mille paure. Nel film Alberto Sordi, al telefono sotto il tiro dei tedeschi, chiede ai superiori: “Signor colonnello, sono il tenente Innocenzi, è successa una cosa straordinaria, i tedeschi si sono alleati con gli americani. Cosa dobbiamo fare?”.
Tutti a casa è un film “on the road” lungo l’Italia disastrata e confusa di quel periodo, quando i soldati non ebbero più ordini e ciascuno decise di tornare al suo paese: tutti a casa, appunto. Comencini dichiarò all’epoca: “L’8 settembre la gente fu abbandonata a se stessa, ed era questo che volevo descrivere”.  Il film fu premiato da un grande successo popolare, con oltre un miliardo di lire al box office.
Mentre a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per la quarta
volta – assegnerà i PREMI VENEZIA CLASSICI per il MIGLIOR FILM RESTAURATO e per il MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA sarà il regista italiano Roberto Andò. Tra i diversi capolavori restaurati di Venezia Classici della 73. Mostra, saranno ad esempio presentati: L’argent di Robert Bresson (1983), La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo (1966), Il ladro di Parigi di Louis Malle (1965), La leggenda della montagna di King Hu (1979), Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis (1981), Manhattan di Woody Allen (1979), Oci Ciornie di Nikita Michalkov (1987), L’uomo dei cinque palloni di Marco Ferreri (1965), Zombi di George A. Romero (1978). Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Stefano Francia di Celle, Venezia Classici presenta inoltre una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori. La Giuria presieduta da Roberto Andò è composta da 26 studenti – indicati dai docenti - dell’ultimo anno dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari. A completamento della sezione Venezia Classici, verrà presentata una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori.
Infine un piacevole sorpresa con le prime due puntate della serie originale The Young Pope, scritta e diretta dal premio Oscar® Paolo Sorrentino e interpretata dal due volte nominato all'Oscar® Jude Law, dal premio Oscar® Diane Keaton, da Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Tony Bertorelli e da James Cromwell, saranno l’evento speciale della Mostra.
Un privilegio – ha dichiarato Alberto Barbera – poter presentare alla Mostra del Cinema, in anteprima mondiale, le prime due puntate dell’attesissima serie televisiva. Un autore che ha il coraggio di rischiare, affrontando da par suo – cioè, senza timori e con lo spirito di sempre: creativo e innovativo – il linguaggio della serialità che rappresenta la nuova frontiera espressiva con la quale molti autori, perlopiù stranieri, hanno già scelto di misurarsi. Il risultato non mancherà di suscitare emozioni sincere e, soprattutto, una grande, tonificante e inesausta sorpresa”.
Paolo Sorrentino ha dichiarato: «È un onore per me tornare a Venezia. Ci sono stato con il mio primo film e ci torno ora con la mia prima serie televisiva. Non credendo alle coincidenze penso piuttosto che, oggi come allora, la Mostra si prenda il rischio di scegliere. Quindici anni fa, lo fece selezionando l’opera prima di un giovane regista, quest’anno ribadendo la sua apertura verso la televisione riconoscendo alle serie il giusto ruolo nell’evoluzione del linguaggio visivo».
Le prime due puntate di The Young Pope saranno proiettate in prima mondiale il 3 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. The Young Pope racconta la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia. Giovane e affascinante, la sua elezione sembrerebbe il risultato di una strategia mediatica semplice ed efficace del collegio cardinalizio. Ma, com’è noto, le apparenze ingannano. Soprattutto nel luogo e tra le persone che hanno scelto il grande mistero di Dio come bussola della loro esistenza. Quel luogo è il Vaticano, quelle persone sono i vertici della Chiesa. E il più misterioso e contraddittorio di tutti si rivela Pio XIII. Scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, addolorato e spietato, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a se stesso.
Infine parliamo della identità di questa edizione con il suo manifesto. È
l’immagine di una curiosa situazione di attesa, e insieme un invito alla visione imminente dei film, il manifesto ufficiale della 73ma Mostra del Cinema di Venezia, ideato e realizzato per il quinto anno da Simone Massi. In primo piano, una figura maschile non riconoscibile, che potrebbe essere lo stesso autore, ma anche un qualsiasi spettatore, afferra dall’alto un manifesto/sipario e inizia a svelare ciò che potrebbe essere lo schermo dove verranno proiettati, per undici giorni, i film della Mostra. Viene così evocata la curiosità che alimenta, nel pubblico degli appassionati, l’attesa di ogni proiezione d’autore in un festival cinematografico. Di buon auspicio per la kermesse veneziana.
ULTIMORA!   Definite le tre Giurie internazionali
Le personalità chiamate a fare parte della Giuria del Concorso di Venezia 73, oltre al presidente, il regista Sam Mendes, sono l’artista, cantante, regista e scrittrice statunitense Laurie Anderson, fra le principali e più coraggiose esponenti della scena creativa d’avanguardia in America, l’attrice britannica Gemma Arterton, salita alla ribalta nel 2008 con l’apparizione nel film Quantum of Solace di Marc Forster come Bond Girl, il magistrato, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore italiano Giancarlo De Cataldo. Due volte vincitore del David di Donatello per la sceneggiatura di Romanzo Criminale e Noi credevamo (2010) di Mario Martone, l’attrice tedesca Nina Hoss, Orso d’argento migliore attrice alla Berlinale nel 2007 con Yella di Christian Petzold, con il quale ha collaborato nel recente Il segreto del suo volto (2014), l’attrice francese Chiara Mastroianni che nel 2010 ha vinto l’Excellence Award al Festival di Locarno. Ma anche il regista statunitense Joshua Oppenheimer, impostosi all’attenzione mondiale con due documentari nominati all’Oscar, The Act of Killing (2012) e The Look of Silence (2014), quest’ultimo in Concorso a Venezia dove ha ottenuto il Gran Premio della Giuria, il regista venezuelano Lorenzo Vigas, Leone d’oro per il miglior film alla scorsa Mostra di Venezia nel 2015 con l'opera prima Desde allá, primo regista latinoamericano a vincere il premio più importante al Lido, l’attrice, regista e cantante cinese Zhao Wei, che con Dearest (2014) di Peter Chan, fuori concorso a Venezia, è stata premiata come miglior attrice agli Hong Kong Film Awards. Nel 2013 ha debuttato nella regia con So Young, record d’incassi in Cina per una donna esordiente nella regia.
Mentre la Giuria internazionale della sezione Orizzonti, oltre al presidente, il regista francese Robert Guédiguian, è composta dal critico e storico del cinema statunitense Jim Hoberman, a lungo “senior critic” del “Village Voice” di New York, dall’ attrice egiziana Nelly Karim, premiata come migliore attrice al Cairo International Film Festival nel 2004 per My Soulmate di Khaled Youssef, dall’attrice italiana Valentina Lodovini, David di Donatello nel 2010 per Benvenuti al Sud di Luca Miniero, dall’ attrice e regista coreana Moon So-ri che con Oasis (2002) di Lee Chang-dong ha vinto il Premio Marcello Mastroianni per una giovane attrice emergente alla Mostra di Venezia, dal critico e studioso di cinema spagnolo Josè Maria (Chema) Prado, che nel 2015 ha ricevuto il Premio Fénix por la Contribución a la Cultura Cinematográfica de Iberoamérica, dal regista indiano Chaitanya Tamhane,che con Court ha vinto il premio “Luigi De Laurentiis” per l’Opera Prima e il Premio Orizzonti alla 71. Mostra.
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro, oltre al presidente, l’attore e regista italiano Kim Rossi Stuart, è composta dalla  produttrice spagnola Rosa Bosch, già vicedirettore del London Film Festival / National Film Theatre, dall’ attore e regista statunitense Brady Corbet vincitore alla Mostra di Venezia 2015 con The Childhood of a Leader il Leone del Futuro - Premio Opera Prima “Luigi De Laurentiis” e il Premio Orizzonti per la migliore regia, dall’ attrice spagnola Pilar López de Ayala, tra le interpreti iberiche più considerate e amate, grazie al ruolo della regina Giovanna di Castiglia in Giovanna la pazza (2001) di Vicente Aranda vince la Conchiglia d’Argento al Festival di San Sebastian e il Premio Goya. È coautore con Kent Jones del recente documentario Hitchcock Truffaut.
A tutti loro auguriamo buon lavoro!

lunedì 25 luglio 2016

Marzili-Movie 2016 va in "India"!

26/30 luglio Freibad Marzili, Marzilistrasse 29, Berna
"Siamo spinti dall’Amore per il pubblico cinefilo, e così siamo arrivati alla 13 ^ edizione di Marzili – Movie. Andiamo avanti attraverso l'India con film emozionanti e divertenti.
Attendiamo con ansia la vostra visita! Il Team di Marzili-Movie"
Questo è l'invito che ci rivolge Marzili Movie.
Quest'anno giunto alla edizione n. 13, il Marzili Movie ospita la grande India e la cosidetta Bollywood come sempre nella splendida cornice del Parco Marzili di Berna.
Era l'anno 2004 quando iniziò l'avventura con la vicina Francia, seguita nel 2005  dall'Italia e la Svezia nel 2006. Gli anni successivi la rassegna cinematografica si è spostata nel continente emergente sud americano (Brasile) e quindi nel 2008 in Giappone. L'ospite del 2009 è stata la Gran Bretagna. Il 2010 Marzili Movie ha giocato in casa (Svizzera) per trasferirsi l'anno successivo (2011) in Argentina. Il 2012 è stata presentata la filmografia della Polonia, nel 2013 la Cina, l’Australia nel 2014 ed infine lo scorso anno la Spagna.
Ma ecco il programma delle cinque serate:

26/07 OMG Oh my God (commedia 2012) - Kanji Mehta possiede a Mumbai un negozio di articoli religiosi, ma lui non è credente. Un terremoto si abbatte sulla città e distrugge solamente il suo negozio. L’assicurazione però non paga questo tipo di danni. Come in un altro film allora Kanji decide di citare Dio in giudizio! Quasi un doppione del film australiano The Man Who Sued God . . .
27/07 Peepli Live (drammatico 2010) tragedia di un contadino che per risollevare le sorti familiari decide di suicidarsi per far intascare ai parenti la somma di 100.000 rupie stanziate dal Governo in questi casi!
28/07  Salaam Bombay (Drammatico/thriller 1988)
La condizione di tanti bambini indiani costretti a soffrire per sopravvivere. Film datato, ma ancora attuale.
29/07 Taare Zameen Par –Una stella sulla terra (drammatico 2007) La storia di Ishaan un bambino diverso dagli altri. Il suo mondo è colorato e pieno di poca fantasia. Ad  otto anni, percepisce le cose intorno a lui per chi è privo degli occhi. I genitori e gli insegnanti lo considerano ritardato e educable. Fortunatamente arriva un supplente Ram Shankar che fa di tutto per restituirgli la gioia della vita.
30/07 L'amore arriva in treno - quando ti ho incontrato (Bollywood-Romanzo 2007) Aditya ha toccato il fondo. La sua azienda familiare è fallita, il suo amore lo ha lasciato. Ma qualcuno arriva in treno . . .
 
 


Nelle serate del Marzili – Movie verrà anche offerto in abbinamento un programma di specialità culinarie indiane presso lo stand di Way of India (cucina indiana). Tra i pioppi e la "Buber" c'è la possibilità, dal prato o dalla sedia a sdraio per guardare i film. Lo schermo ha sullo sfondo il centro storico di Berna da dove è visibile la Casa federale e la Cattedrale. Inoltre ci sarà l’accompagnamento musicale con il doppio spettacolo Sounds of India:
dal 26 al 28 Bollywood and indian folk songs con Fanny Anderegg (Voc./Harmonium) & Luca Carangelo (Tabla/Perc.), mentre Il 29 ed il 30 Classical indian music con Thomas Niggli (Sitar) & Luca Carangelo (Tabla)
Per maggiori info: www.marzili-movie.ch